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Hyde Park 2

di Vari

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Ecco l'editoriale del numero 2 della rivista digitale Hyde Park, Giugno 2010

Soprattutto a noi “mediterranei”, l’Islanda, nazione-isola famosa per i suoi geyser ed i suoi affascinanti territori in larga parte disabitati, sembra sempre una terra lontana, nonostante anch’essa faccia parte dell’Europa, a causa sia della sua posizione geografica di poco sotto al Circolo Polare Artico, sia delle condizioni climatiche poco favorevoli che la rendono non accessibile a tutti.

Ciò che però contraddistingue la “terra dei ghiacci” è anche il fuoco dei circa 130 vulcani ancora attivi, uno dei quali ha fatto sentire come non mai vicina l’Islanda al resto del continente europeo, paralizzando quest’ultimo dal punto di vista del trasporto aereo.

Il nome del vulcano, Eyjafjöll, è pressoché impronunciabile, nel pieno rispetto di una lingua ancora molto legata alle radici vichinghe, così come quello del ghiacciaio che lo sovrasta, Eyjafjallajökull, mentre invece è molto chiaro quanto l’eruzione iniziata il 14 aprile 2010 e tuttora in corso, abbia mandato più in tilt di un flipper viaggiatori e compagnie aeree, e con essi la sicurezza di voli che poi si è preferito cancellare.

Una delle parole in questo periodo più cliccate su internet e più pronunciate in conversazioni tanto formali quanto informali è stata sicuramente “nube”, quella generata dalla miscela di acqua scioltasi dal ghiacciaio e magma, unione che fa aumentare, come riferito dal vulcanologo Mike Burton, il tasso di frantumazione delle rocce e, di conseguenza, la formazione di polveri sottili. A far espandere poi rapidamente la nube ci pensano i venti, molto veloci, che si trovano nell’alta atmosfera. Una colonna di cenere invisibile ai più sofisticati radar, quindi da non sottovalutare per gli aerei, e non soltanto per la mancanza di visibilità che può portare: volarci all’interno significherebbe stendere un tappeto rosso alle polveri, che causerebbero un danno tale da far spegnere i motori.

Quindi tutti a terra, tra centinaia di voli cancellati ed aeroporti di gran parte d’Europa chiusi, dalla Gran Bretagna all’Italia passando per Spagna e Francia, senza dimenticare Irlanda, Svezia, Finlandia, Danimarca, Norvegia, Belgio, Olanda e Germania. Senza distinzioni tra compagnie di èlite e low-cost, con disagi che non guardano in faccia nessun passeggero, dal comune cittadino al Primo Ministro, in una sorta di “livella”, per dirla alla Totò.

E allora via alla ricerca di mezzi alternativi per potersi spostare, come treni, traghetti e… pullman, anche per i privilegiati e super pagati calciatori del Barcellona, i quali per raggiungere San Siro, dove il 20 aprile si è giocata la semifinale di andata di Champions League (poi persa) contro l’Inter, si sono dovuti servire di un bus per un viaggio durato 12 ore e mille chilometri di strada, con tanto di sosta a Cannes, ma anche con la certezza che l’odissea patita non sia stata colpa di una delle alchimie tattiche dell’allenatore nerazzurro Mourinho.

A proposito di eventi sportivi, Valentino Rossi ha invece di che “ringraziare”il vulcano Eyjafjöll, visto che la nube ha indotto gli organizzatori a cancellare il Gran Premio del Giappone di Motogp, in programma il 25 aprile, decisione che ha permesso al centauro pesarese di avere più tempo per recuperare da un infortunio alla spalla occorsogli pochi giorni prima: quando si dice “bravo e fortunato”.

Per nulla baciate dalla dea bendata sono invece le compagnie aeree, che si trovano, dopo il tragico attentato alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001, a dover affrontare un nuovo danno economico dato dal blocco dei voli, nonché della pioggia di richieste di rimborso che ne conseguirà: infatti, come previsto dalla “Carta dei diritti del passeggero”, in caso di cancellazione del volo, nonostante ci siano delle cause di forza maggiore, si può scegliere tra rimborso del prezzo del biglietto per la parte di viaggio non effettuata, oppure l’imbarco su un volo alternativo il prima possibile, tenendo presente, nel caso si opti per questa seconda scelta, dell’assistenza che il passeggero ha diritto di ricevere nel periodo di attesa, che comprende pasti, bevande, adeguata sistemazione alberghiera, trasferimenti da e per l'aeroporto, due chiamate telefoniche.

L’assistenza alle compagnie aeree potrebbe invece giungere dagli aiuti economici di Stato, per i quali l’Unione Europea ha già mostrato la propria disponibilità, lanciando così un segnale positivo.

In conclusione, desidero rispondere alla domanda che un po’ tutti si sono posti in questo periodo: giusto o non giusto chiudere aeroporti e bloccare voli? Io mi unisco al coro di chi dice che sia stata una scelta corretta, perché la sicurezza è un dettaglio non trascurabile e la vita umana non ha prezzo: auspichiamoci di sentire l’Islanda una terra più vicina solo per il desiderio di ammirare le sue naturali bellezze, tornando a volare in quella tranquillità che la nube dispettosa sta negando.







Titolo:
Hyde Park 2

Autore:


Lingua:
ITA

Produzione:
rivistahydepark.org

Formato:
PDF

Grandezza:
Grande

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